Modulo#9. “Suonato come un Campana”
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Il lavoro… Oggetto misterioso… che parte da lontano.
Un prete direbbe che il lavoro nasce da Dio nel paradiso terrestre, “Tu lavorerai con sudore”…
preti esclusi, ovviamente, che essendo i rappresentanti di Dio in terra possono permettersi
di non fare nulla…
Nemmeno lo sforzo di scegliersi i vestiti…


Karl Marx disse che il lavoro produttivo , nel senso della produzione capitalistica è il lavoro
salariato che, nello scambio con la parte salariale del capitale (la parte del capitale spesa
in salario) non solo riproduce questa parte del capitale (o il valore della propria capacità
lavorativa) ma oltre ciò produce plusvalore per il capitalista.
E' produttivo solo il lavoro salariato che produce capitale (Ciò significa che esso riproduce,
accresciuta, la somma di valore che è stata spesa in esso, ossia che restituisce più lavoro di
quanto ne riceva sotto la forma di salario. Dunque è produttivo solo la capacità lavorativa
la cui valorizzazione è maggiore del suo valore). E' evidente che per scrivere insensate frasi
tutto il giorno, anche Marx non doveva avere molto da fare ma doveva possedere tanto da
fumare… In effetti è risaputo che Engel mantenne finanziariamente il compagno di scritti…
che nel frattempo doveva… pensare…


D'altra parte, il professore universitario nonché sociologo Max Weber, nella sua opera
“L'etica protestante e lo spirito del capitalismo” provò a conciliare lavoro e fede religiosa
(addirittura una fede basata sullo spirito evangelico del cristianesimo e quindi su una
istituzione religiosa priva di ricchezze…), ma fu preso per il culo da tutti…
Ed un po' è anche stato giusto così… ne conosco un altro che scassa il cazzo con la storia
del lavoro che nobilita etc etc etc e i bambini li fa lavorare fin dalla prima elementare…
provate un po' ad indovinare…



Insomma è terribilmente complicato parlare di lavoro senza scadere in terribili luoghi comuni.
Ce ne sarebbero un'infinità… dalla posizione paracula di Conrad “ Il lavoro non mi piace, non
piace a nessuno, ma a me piace quello che c'è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi

(AHAHAHAHAHA), a quella più sindacale di Biagi “C'è la diffusa tendenza da parte delle
imprese, a considerarti un beneficato, per la sola ragione che pagano il tuo lavoro”
(terribilmente cinicamente contemporanea).
C'è quella più conservatrice di Shelley “Non c'è vera ricchezza all'infuori dell'umano lavoro”
e quella saggia del morto ammazzato Moro “Per fare le cose occorre tutto il tempo che
occorre”.

E poi c'è quella che condivido io “V'è quasi sempre un'ambivalenza nel lavoro, che è al tempo
stesso un asservimento, una fatica, ma anche una fonte d'interesse, un elemento di equilibrio
e un fattore di integrazione alla società. Quest' ambiguità si riflette nella pensione, che si può
considerare come una specie di grande vacanza, o come una caduta tra gli scarti.”
Simone de Beauvoir

Solo una donna poteva, seppur francese…
Il libro consigliato.

Notte


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