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| LA PAUSA PRANZO ovvero L'UOMO IN BICICLETTA |
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| (da non leggere su monitor, stampalo) |
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È mezzogiorno e quaranta nella mia Y10 con gli interni in alcantara e sto tornando
dall'ufficio per l'ora emmezza di pausa pranzo; si tratta di affrontare sì e no due
chilometri di strada comprendenti un tratto fortemente sterrato, con polvere sassi
buche e tutto quanto.
Un uomo in bicicletta è davanti a me e mi precede precedendomi,
calzone grigio in cotone leggero, polo fuxia tenue, probabile fede al dito, stempiatura e
occhiali con montatura anni '80.
Probabile canottiera bianca sotto la maglia.
Magro, con un grado di flaccidità che state immaginando.
Strada sterrata quindi, e io
sono molto educato! non supero e mi tengo dietro alla bicicletta; se sorpasso magari
parte un sasso e piglia l'uomo sugli stinchi, o menoma il neonato cinghiato al seggiolino
grigio di plastica fissato al manubrio della bicicletta.
Insomma andiamo piano e lui schiva
i sassi più grossi. E' un bravo papà, penso.
Senonché CAZZO
in un microsecondo si stacca
il seggiolino e il newborn si sfracella al suolo.
Il padre incredulo già vede la sua vita
distrutta: la moglie lo avvelenerà e forse non solo metaforicamente fino alla morte;
l'alcoolismo, lo scherno dei vicini, la preclusione ad un futuro da Medese modello!
Tutto questo nel caso il bambino abbia riportato lesioni gravi. Lui getta la bicicletta,
raccoglie il bambino, forse è già morto, corre verso i citofoni della palazzina vicina per
chiedere soccorso.
Io sono educato! aspetto. La macchina sopraggiunta dall'altra parte
idem, seppur ignara dell'accaduto.
L'unica cosa, è in attesa che qualcuno spost
i un seggiolino di plastica grigia che le sbarra la corsia.
Poi è un attimo, perché l'uomo
è ai citofoni, percepisce la presenza di un nuovo arrivato, si gira, pargolo sfasciato tra le
braccia, corre in mezzo alla strada, prende il seggiolino e lo sposta.
La macchina parte,
parto anch'io.
Sarà passato un mese dalla storiella che vi ho raccontato, e a tutt'oggi mi
domando cosa abbia spinto l'uomo in bicicletta a spostare il seggiolino di plastica dalla
strada in quel momento; l'avrei fatto io, sono educato! e poi c'erano altre priorità.
Tutto
questo per dire cosa? che secondo me i seggiolini di plastica non sono molto sicuri!
dovrebbero fare più test prima di venderli.
Molti più test! come con i profilattici…ma forse
anche in questo l'uomo in bicicletta non era stato molto fortunato.
L'alcantara è un materiale sintetico progettato per durare 100 anni esatti e poi
biodegradarsi.
(08/06/03
dedicato
a
ispirato da
l'uomo in bicicletta)
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| ALBERTO MOTTA |
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