ANDREA MOTTA
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(da stampare e leggere su carta, conservare e meditare)    
     

A me sotto natale non mi chimano i parenti, mi chiama solo una persona che dice:
GM – ciao Alberto, sono Gaia di Multi***, vorremmo sapere se sei interessato a fare la
promozione delle videocamere digitali della Sharp nel periodo più o meno di Natale.
AM – (non mi sfiora neppure l'anticamera del cervello) Quando sarebbe esattamente?
Dimmi i giorni perché ho un po' di impegni ma se sono libero vengo volentieri
GM – sarebbero tutti i sabati e le domeniche di dicembre poi la vigilia natale Santo Stefano
l'ultimo e il primo dell'anno.
Abbiamo bisogno in questi giorni.
AM – eh, no ascolta, purtroppo in quei giorni ho già un altro lavoro;
però potrei venire il 19 mattina.
Arrivati a questo punto della telefonata Gaia sta pensando: ma che cazzo mi hai fatto
parlare a fare se sai che non ci sei mai?
Arrivati a questo punto della chiamata io sto pensando: ma come cazzo pretendi che io
venga in un cazzo di centro commerciale tutti i giorni di riposo di nostro signore iddio per
prendere ottantamila lire?
GM – niente Alberto, posso chiamarti nel caso avessi ancora bisogno?
AM – (tono di dispiacere compatito) va bene Gaia, anzi grazie e scusa. Ciao e buon natale.
Una volta invece ci andai.
Era l'anno prima e ci andai perché ero talmente allo sbando da far più fatica a dire di no
che di sì.
Infatti dissi sì.
Da poco mio fratello Andrea si era schiantato in macchina alle 4 di mattina sulla strada di
ritorno verso casa; gli mancavano sì e no due chilometri per parcheggiare nel garage.
A parte che poi non è così strano; ci pensi e realizzi che non è che ci sia un modo standard
per morire, ognuno muore come gli viene; leggete l'antologia di Spoon River scritta da
Edgar Lee Masters.
Lui si era schiantato su una strada pressoché di fronte al cimitero di Meda
(che ridere ah ah!) ed era stato trovato dopo qualche bella mezz'ora.
All'arrivo dell'ambulanza era già morto, la macchina era ribaltata e lui che non aveva le
cinture aveva preso con la testa un paletto di ferro. Insomma l'avevano trovato con il cranio
fuori asse, nel senso che la metà destra della faccia non combaciava con la sinistra e teneva
le mani fortemente serrate alla portiera nel tentativo di uscire dalla macchina.
Qui i pareri sono discordanti: alcuni dissero che con le mani tentava di non far aprire la testa
e far cadere il cervello ed era morto così, con l'Orrore dolcemente dipinto negli occhi e lo sguardo della Fine. Io me lo immagino un po' in un modo e un po' nell'altro.
La vettura era una Peugeot 106 verde. Carina ma un po' dura di sterzo.
Beh, non era riuscito a uscire dalla macchina (per andare dove, Andrea? Sì, lo so che
quando muori fa paura e scappi) perché i ferri del sedile gli avevano arpionato la schiena
e si erano fissati alle costole e ai polmoni, e se lo tenevano lì.
Sono ben informato perché i volontari dell'ambulanza (che ringrazio) si sono prodigati,
con certa cura del dettaglio, nella descrizione del ritrovamento, soffermandosi sul proprio
dramma personale di soccorso ad un'urgenza del genere.
Alla fine della loro descrizione mi sentii di dirgli:
AM – mi dispiace che sia toccato a voi rispondere alla chiamata!
E me ne andai.
I carabinieri invece, da professionisti quali sono, seppero usare parole più appropriate:
CC – suo fratello l'hanno trovato morto, si dia da fare, non c'è tempo di restare lì
imbambolato, si occupi dei suoi genitori!
E ancora:
CC – pensi che sarebbe bastato che il palo era 5 centimetri più in là e probabilmente
non gli succedeva niente!
Cosa dovevo pensare? Pazienza, la prossima volta gli andrà meglio!?
Insomma sono lì con la videocamera in mano, costa 3 milioni, neon, famiglie, neanche una
figa in giro.
PA01 (possibile acquirente) – ma cosa fa questa?
AM – beh, è la miglior videocamera che possa trovare e la più economica. Se ad esempio
compra una Sony la sua videocamera si sputtana dopo 6 mesi e non la sostituiscono.
Lo so perché ero dipendente Sony (non è vero)
PA02 – scusi, mi è caduta la videocamera digitale nel mare quando ero in giro con i
pescatori ma secondo me si può riparare…
AM – mi faccia vedere…sicuramente basta portarla all'assistenza; non è la prima volta che
succede, sa. Ah, ma è una Panasonic, eh allora mi dispiace; la Panasonic ha deciso di non
fare più assistenza ai clienti perché andrebbe in perdita.
PA02 – ah…allora me la compro nuova, tanto lo sapevo. Quale mi dice di prendere?
E via di seguito.
Vendei 87 videocamere in 8 giorni.
87 per 3 fa 261 milioni.
Le 4 di mattina sono l'ora più fredda tra tutte le 24.
Ma io quella sera ho prestato ad Andrea il mio montone, perché me l'aveva chiesto:
ANDREA – Alberto mi presti il montone che devo uscire?
ALBERTO – Mmmmh, minchia che palle.
Intanto se lo mette
Gli sta da dio
Penso:
ti sta molto bene, ma si, stasera mettitelo, cazzo me ne frega!
ALBERTO – va bene te lo lascio ciao.
Magari ha preso un po' meno freddo.


(05/02/04
ispirato da
dedicato a
Andrea. Ciao fratello)

ALBERTO MOTTA
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