 |
| |
| FREQUENTO SOLO GENTE CHIC |
|
 |
| (da stampare e leggere su carta, conservare e meditare) |
|
|
| |
|
|
|
Prologo: so di aver promesso un racconto su mio zio Angelo.
Il racconto, dal titolo ‘Mio Zio Angelo' è effettivamente pronto ma tratta temi piuttosto
contemporanei, tanto contemporanei che l'Albertomotta scrittore potrebbe nuocere
all'Albertomotta essere umano.
‘Mio Zio Angelo' è un racconto il cui soggetto è unico eroe positivo sulla scena, senza che mi sia
però degnato di approfondire la motivazione di tale sua posizione. È ciò che in letteratura si
definisce errore di inesperienza, ma mi sto dilungando troppo sull'argomento.
Nel giro di pochi mesi dovrei potermi liberare dal vincolo di segretezza che mi sono imposto;
nel frattempo sottopongo ‘Frequento Solo Gente Chic', pezzo ovviamente autobiografico che
spero incontrerà i vostri gusti.
Buona lettura,
Alberto Motta
******* è un mio caro amico.
Era un mio caro amico.
Diciamo che ci si è frequentati.
E diciamo anche che nutrivo una profonda ammirazione nei suoi confronti, perché?
Perché per esempio tra tutti noi, è stato il primo a trovarsi in una Jacuzzi con una ragazza,
ed è stato il primo a infilare il suo cazzo insaponato in un culo (ovviamente il suo di lei).
A pensarci lo invidio ancor oggi; io sono entrato in una ventina di culi, e mai nessuno che
mi abbia invitato in una jacuzzi.
Poi avvenne che, si sa, le amicizie giovanili tendono a svanire con l'affinarsi dei gusti
(molti amici diventano gay) e con l'esperire vite differenti (quasi tutti gli altri diventano
imbecilli).
Nel nostro caso, lui si dedicò allo spaccio internazionale di ecstasy, quellabuona;
mentre io trattavo l'lsd, quello cosìcosì.
Lui finì in galera, io no.
Lui uscì dal carcere e si diede allo spaccio della cocaina, quella cosìcosì; io a quello
dell'amfetamina, quellabuona.
Lui tornò in carcere, io no.
Poi uscì di nuovo, e per un breve trimestre i nostri interessi e frequentazioni tornarono a
coincidere. Questo nel periodo in cui ci scopavamo *****, talvolta anche
contemporaneamente, per cui insomma entrammo anche nello stesso culo, giusto per non
andare fuori tema.
Ecco se pensate che farsi una scopata a tre sia una figata magari tornate un attimo sulle
vostre considerazioni a riguardo; probabilmente avete mal riflettuto su qualcosa,
ad esempio sul fatto che attraverso la sottile parete che divide l'ano dalla vagina si
percepisce chiaramente con il pene lo sfregamento dell'altro pene. Io purtroppo lo realizzai solo in quel momento, e non mi andava di fare troppo lo schizzinoso.
Insomma il mio amico era un grande; una volta mi fa:
******* – guarda…
Splosch!
Fa un movimento strano con la bocca tipo uno che abbia qualcosa tra i denti e poi sputa un
casino di sangue per terra.
******* – visto?
AM - …
In effetti fu la prima e ultima vacanza assieme.
Ma aspettate, ho anche un altro amico. Si chiama **** e ce l'ha così grosso che tutte
le volte che si siede al gabinetto il coso gli tocca perché troppo lungo. Ogni volta che lo
racconto le ragazze verseggiano:
Ragazze – bleaah, che schifoooo!
Salvo poi trovarci in feste pubbliche e chiedermi ad ogni amico che presento loro:
Ragazze – ma è lui quello cheeeeee…
Le ragazze che conosco hanno evidente voglia di c*zz*!
Ce ne fosse mezza che vuole il mio.
(14/01/04
ispirato da
dedicato a
********
****)
|
| ALBERTO MOTTA |
|
|
|
|