DE DEFRAGMENTATIONE
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(da stampare e leggere su carta)    
     
Da qualche mese soffro una nuova, violentissima malattia.
Pensandoci oggi, a carte scoperte, ammetto che potrei averne avute avvisaglie mesi
addietro; quando mi sedevo al cospetto del computer portatile Olivetti Echos P133E di
proprietà di Kama e iniziavo a scrivere massaggiandomi i polpacci.
Sono uno che scrive molto.
Lo faccio soprattutto per mettere chiarezza tra le persone che abitano il mio corpo fisico,
essendovi che non ho ancora raggiunto un grado di sviluppo tale da potermi permettere di
abbandonare la mia personalità a favore della mia essenza, che va da sé essere una e
cristallizzata.
Chiariamo che io per ora così suddivido la mia molteplicità e se mi conoscete penso
conosciate una delle personalità sottoelencate:
Alberto Motta utente di rockit.
Tra le mie personalità preferite, dice cose che possano farlo sembrare intelligente,
appagandolo nello spirito. Sul sito internet relativo, aggiungo, ha conosciuto persone le cui
facce non può associare ad alcunchi ma che trova intelligenti; forse anch'essi dicono cose
per apparire intelligenti, ma in tutto questo cercare di sembrare intelligente: non è che poi
uno lo diventa davvero? Ovvio che la risposta sia sì!
Alberto Motta cantante-autore-musicista.
Di certo tra i più problematici, attorno a sé trova solo terra bruciata per cui si muove senza
punti di riferimento, salvo alcune certezze:
Certezza numero 1: non è vero che il pianoforte è uno strumento completo, e non è vero
che abbia un bel suono.
Anzi.
Certezza numero 2: non prende per il culo la gente con ciò che dice per cui dice solo cose
che ha vissuto per cui scrive una/due canzoni all'anno, poiché non esistono vite tanto dense
da meritare un numero maggiore di canzoni dedicate. E non scrive canzoni d'amore perché
di queste se ne scrive una sola in tutta la vita: riferita alla vita.
Certezza numero 3: la musica, differentemente da quanto discusso poco tempo addietro
con CB, non è meno importante della vita; forse di essa è la manifestazione più alta.
Certezza numero 4: in molti sanno cosa sia meglio per lui. Come cazzo è che sono solo io
a non avere le idee così chiare?
Alberto Motta redattore.
Lunghi letarghi alternati a conferenze stampa degli 883 dove ti regalano l'asciugamano
giallo; oggi è abbastanza in attività grazie ad un caporedattore cui deve molto.
Alberto Motta spacciatore.
Defunto.
Alberto Motta amico.
Non sta molto meglio.
Alberto Motta scrittore.
Giudichino gli altri.
Scremati i soprastanti personaggi noti a più persone (quindi diremo personaggi pubblici)
sussistono gli Alberto Motta dedicati al singolo essere umano antistante.
Vi è un Alberto Motta per EC, un Alberto Motta per RS, un Alberto Motta per RB,
un Alberto Motta per la tenuta Bellini Colli Savino, un Alberto Motta per CC eccetera.
Vi prego di non pensare
- però non è triste non essere realmente se stessi sempre?
Poiché vi risponderei:
- ah, perché voi parlate di settime diminuite con il vostro salumiere e andate in vacanza
con il vostro docente universitario o andate a puttane con la vostra ragazza anziché con
il vostro amico di fiducia?
O andate in sala prove con il vostro padrone di casa?
Ad ogni modo ammetto che la scoperta della frammentazione dell'io anche nella dimensione
privata mi si è rivelata non senza attimi di smarrimento. Essa si svelò in tutta la sua essenza
il giorno in cui dissi a SP:
AM – un giorno mi spiegherai perché ti sto così antipatico?
SP – non mi stai antipatico, è che non ho capito chi sei di tutte le persone che hai in giro.
AM – …( silenzio attonito e colpevole per i successivi 3 minuti)
L'uomo del resto è un animale di non difficile lettura, esso cerca la felicità: allontanalo
dall'obiettivo e si incupirà, fagli vedere più vicino il traguardo e ti sarà amico per un
frangente. Io allo stesso modo ricerco la felicità.
Però ho la presunzione di sapere cosa essa sia…
Infatti da qualche mese ad oggi trovo molto rilassante grattarmi.
Mi gratto – felice
Non mi gratto – triste
E insomma questa è la mia nuova malattia; solo che, essendo palesemente psicosomatica,
è allo stesso tempo allergica, stagionale, recidiva e mutante (dice il mio dottore).
In pratica se non mi gratto mi prude, se mi gratto mi rimangono i segni.
Un vero dilemma.
Come il dilemma della vita: che cos'è la felicità?
“ANDARSENE DA TEATRO”.


(scritto lunedì 03 Maggio 2004
ispirato dalle parole spese con
dedicato a:
Babalot, Bonoldi, Colli, Croci, Minotti)

ALBERTO MOTTA
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