FESTIVALBAR 2004 TAPPA DI CATANIA
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(da stampare e leggere su carta)    
     

Tre aerei in meno di 24 ore sono troppi.
Che nessuno mi dica che poi ci si abitua, anche se è vero che per promuovere la mia musica
lo farei.
E poi ero con Stefano Clessi, quello della Eclectic Circus, per intenderci. L'altra metà della
casa discografica si chiama Paolo Barbagallo, ed è un figo pazzesco pure lui.
Invece il resto FA SCHIFO TANTO E' FICO.
Capitemi, non sono abituato, chi cazzo mi ha dato mai un albergo a 5 stelle per suonare
eCatania, un autista e un'area ospitality. Qui invece siamo turnisti di Z-Star per la tappa
trinacriaca del Festivalbar; lei è un tesoro di ragazza più uomo di me e con un bel po' si soul
da vendere per cui io e Stefano viaggiamo in pace, con una così puoi solo vivere rock'n'roll.
Insomma arriviamo a Catania (a parte che il bagno a Giugno è troppo da ricchi e io non lo
sono), pranzo freddo leggero e bagno in mare.
Non so quando sia successo realmente, ma a un certo punto mi rendo conto di quanto sia
coglione Stefano Clessi, e rido ancora mentre lo sto scrivendo. No davvero, è troppo
simpatico. Tipo in aeroporto: aspettiamo l'Air one per il ritorno a Milano e Z ci sta facendo
vedere su Macintosh un filmato della sua isola, lei infatti è inglese ma originaria di Trinidad
(forse?); insomma camera fissa su spiaggia deserta e mare, Z davanti al monitor a spiegarci
il tutto e io dietro a lei. E Stefano Clessi dietro di me: al 40esimo secondo passa in primo piano un tipo di colore che sarà pesato 140 chili, nero nero nero nero! E Stefano Clessi come
esordisce? ‘Socc, ma com'è nero!!!. Che pirla, io stavo esplodendo in una risata ma resisto.
Intanto Tiziano Ferro sta facendo check-in e la tipa gli chiede
‘allora, quando torni a suonare qui da noi!'
lui sorride, frase di circostanza e poi si gira dopo aver ottenuto il biglietto:
‘ma vvaffanculo troia'.
Insomma poi c'è la storia di Beppe, autista che condividevamo con Tiziano Ferro, appunto.
A fine Festivalbar ci scarica in hotel, poi lo chiamiamo verso l'1 per farci riportare all'area
ospitality (ovvero alcool gratis). Dopo poco lo richiamiamo per tornare all'albergo ma lui
propone una discoteca consigliata tra l'altro da Francesco. Andiamo ok, se non fosse che lui
(mica noi) si perde a Sigonella e ci troviamo in discoteca verso le 3, praticamente più
addormentati che vivi.
Beppe – qui gli Americani li ha fatti sbarcare la mafia, qui da noi puoi fare qualsiasi cosa,
basta che porti i soldi. È per questo che gli imprenditori del nord non vengono in Sicilia,
sanno che dopo un po' devi pagare la tangente e si spaventano'
Oppure - ragazzi ieri notte sono tornato a casa alle 6, dopo avervi riportato in albergo sono
andato dalla mia ragazza ma mi sono perso e sono arrivato da lei alle 5! Ho dormito un'ora!
Ancora - se volete stasera vi porto in giro con il trenino elettrico, io ho un'impresa di trasporti
e se volete vi faccio andare in giro per Catania a 10 all'ora.
Ma la cosa più figa erano le persone all'ingresso della piazza.
Arrivavi sul bus, cominciavano a tirare pugni sui vetri e urlare
- aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah!
E poi scendevi e mentre temevi che stessero per sbranarti ti dicevano
aaaaaaaaaaaaaaaaaah!
Braviiiiiiiiiiiiiiiiiii! Aaaaaaaaaaaaaaaah! Chi sei?'
Insomma dei fans a priori.
Detto ciò, vorrei sbilanciarmi di più sulla persona di Stefano Clessi, che ho definito in via
assoluta ‘il mio artista del cazzo' e ‘il mio artista della merda' per le tematiche affrontate
durante i momenti di relax, in camera e a bordo piscina. Ma soprattutto in camera, dove
me lo rivedo che si sdraia sul letto alle 4 di mattina e dichiara:
‘Minchia senti cosa mi sta facendo questo materasso! Aaah! Oooh! Bella'.
Insomma mi terrò certe battute per me, e sorriderò nelle notti tristi mentre non posso
uscire di casa perché sono malato, come stasera porca di quella troia!
Ah, il giorno dopo suonavamo in Duomo a Milano per la Notte Bianca. Con la Bertè e un
reprise di tutti quelli del Festivalbar.
RIFLESSIONE: nel caso vi capitasse l'opportunità non lasciatevela sfuggire, da musicisti è
un'esperienza da farsi. Io ho capito un paio di cose, una delle quali è il fatto che la musica
funziona se è COMUNICAZIONE. Non so bene cosa significhi, ma ci sto lavorando, cioè: ci
sono canzoni di merda e canzoni valide, come mai tanto le une quanto le altre riescono ad
avere un riscontro da parte del pubblico? Per il fatto che alcune di esse parlano, anche se
fanno schifo.
Insomma che cazzo ne so, però mi sa che c'è un senso.


(Ispirato da
dedicato a
Stefano Clessi

Alberto Slim
Francesca Bianchi
Rossella Savino
Beppe
Z-Star
Tess
Francesco)


ALBERTO MOTTA
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