Il ristorante Riviera è la risposta alla vostra domanda, se la vostra domanda è –
dove vado a mangiare del buon pesce se mi trovo sul versante ionico della Puglia?
Il ristorante è sito a Torre Pali, marina di Presicce, tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca;
il prezzo è abbordabile (io ed Emanuela Colli lo scoprimmo un pomeriggio chiedendo
al bar una birra che ci venne venduta al costo di 1 euro con scontrino fiscale) e fatevi
servire da quel ragazzo sui 16 magro con i capelli biondi a spazzola e il viso
monoespressivo. Non mancate di allungargli una mancia degna di essere ricordata
anche per conto mio; sono avaro e non l'ho fatto a mio tempo. Premuratevi di riservare
il tavolo dal pomeriggio, ma non un tavolo sulla terrazza chè dà sul mare ma tanto il mare
la sera non lo vedi e fa molto caldo lì sotto al pergolato in legno; prendete un tavolino
sulla terrazzetta a fianco, quella in muratura bianca. Poi andateci con Emanuela, Kama
e la psicosoftballeista Sara Martelli se proprio volete il meglio del convivio
(nunc bibendum est etc etc.). Il vino da accompagnarsi, tranquillamente anche con il pesce,
è il Riviera rosso di locale produzione, i più perspicaci avranno notato che prende lo stesso
nome del ristorante, e costo contenuto. Da mangiare invece potete scofanarvi il mondo:
polpette di polipo, polipo con patate e via dicendo per antipasto; per i primi invece se
siete di palato delicato consiglio quelli di brodo, tipo pasta fresca con ceci e cozze.
Se invece vi piace grufolare nel piatto come me e Kama prendete pasta fatta in casa
( non ne ricordo il nome) con cime di rapa e gamberi: definitiva!
Viste le tre bottiglie di vino non ricordo molto del seguito, anzi no: cernia alla griglia
per secondo, definitiva, e scusate la ripetizione.
Ci siamo mangiati pure un dolce al cioccolato, penso.
Al Riviera andateci in quattro e non tornateci in tredici come ho fatto io poiché
il servizio e le porzioni ne risentirebbero, certo non la compagnia.
Ma soprattutto a fine pasto preparatevi ad una inaspettata voce alla
Hannibal Smith di A-Team che interrompe le vostre ubriache dissertazioni post cena:
- quello non è una salamandra, è un geco.
E poi è vero, ci vuole l'umidificatore per i sigari, io una volta ho comprato a Cuba
dei sigari Churchill e quando sono tornato a casa erano pieni di vermi
(e io lì a domandarmi se fosse perché erano buoni come con il gorgonzola con i vermi
ma subito dopo la secca smentita) - allora poi ho comprato il deumidificatore.
Ho cercato anche di spiegarlo ai miei figli, ma non gli interessa molto la cosa.
Qui in genere non ci sono cattive sorprese con il cibo, io è da due settimane che chiedo
ad Antonio (il cameriere più anziano) la (pronuncia un nome ittico che non ricordo),
voi lo sapete cos'è? È una sorta di aragosta però senza chele e di colore grigio,
è rarissima! Tanto già lo so che prima della fine del mese non me la troverà, vero Antonio?
- questo libro che vedete sul mio tavolo invece, gli ho dovuto dare la caccia per anni,
è introvabile e parla della crisi nella repubblica italiana dagli anni '20 ad oggi e ne esistono
solo poche copie al mondo.
Nel frattempo fa il suo ingresso in scena il cameriere Antonio versando del vino rosé ad Hannibal:
- ah, ma quello lì è il libro che si trova esposto in tutte le edicole della Puglia?
- (Hannibal vacilla) beh certo, ora si sono finalmente decisi a fare una ristampa.
L'ha scritto (nome che non ricordo), scriveva già per il Corriere ma poi ha smesso
perché hanno iniziato a scrivere altre persone (difficile dargli torto).
- e poi il rosé: sapete che lo fanno solo in tre posti al mondo?
In Puglia, in Francia e a (non ricordo il nome).
Nel frattempo io e Kama riusciamo a pagare, invitare a gesti Emanuela e Sara
ad alzarsi e dirigerci verso l'uscita. Ovviamente Hannibal marca ad uomo e ci segue
dissertando, un vero peripatetico. I temi trattati sono: rigore germanico, rivoluzione francese,
delitto Borsellino, delitto Moro e via dicendo. La vittima prescelta per le sue elucubrazioni è
ora Sara, che si ostina a dargli contro e tentare una discussione con cervello acceso, inutile
dire che dall'altra parte l'encefalogramma è piatto.
Ecco un ulteriore estratto:
- no perché il problema principale è sicuramente l'intolleranza!
Al che Kama, prossimo alle mani si avvicina minaccioso a Sara e le sussurra all'orecchio:
- Ué tolleranza, se non muovi il culo ti spacco tutt'e due le braccia, hai capito!
Comunque al Risotrante Riviera potete andarci anche in 13, come dicevamo.
Se andate in 13 andateci con: Paolo Mosca, cantante dei Castadiva votato alla
cinematografia attualmente in amore con Sabrina Savino, tastierista e corista dei Castadiva
e cugina di Simona Giacomazzo, ex batterista dei Sebastian (lo so, le amicizie tra complessi musicali sono davvero deprecabili) e cugina di Rossella Savino, chitarrista dei Castadiva cosìccome Mauro Ravasio, chitarrista dei Castadiva, negromante e pornoattore nonché
amico di Maurizio Fusco, bassista dei Sebastian che dorme sulle dita delle mani e si protegge
da insolazioni grazie ad un cappello di vigonza anche in spiaggia; beninteso nella spiaggia
frequentata dalla bionda velina di Striscia la Notizia, quella che sta in bilico sulle palle
di Iacchetti. Nei Sebastian attualmente suona anche Stefano Clessi, batterista, discografico
in amore con (non so se si può dire e non lo dirò tanto lo sanno tutti, anche quelli che li
incontri per strada e ti dicono – ah sì, R******* ******, non è mica insieme
a quello dell'Eclectic Circus!?), e frontestante a Stefano Campanini, chitarrista
ovviamente dei Sebastian contrario ai bagni di sole su scoglio e altrettanto negromante
vaticinatore astronomo quanto Mauro Ravasio, per quanto votato a stelle di differente
disposizione sull'arco celeste rispetto a quest'ultimo.
Egli frontesta a Sara Banfi, rossa vegetariana non vegana convivente di Maurizio Fusco.
Chiudono le danze Io, Alberto Motta Emanuela Colli, cantante dei nuovi Orizzonti Artificiali
di fronte a Sara Martelli la psicosoftballeista che infine la sera precedente non aveva avuto le
ossa delle braccia spaccate essendosi riuscita a liberare dalla logorrea di Hannibal Smith oggi
grande assente nella sala ristorante.
Alla sua destra siede il potenziale spaccaossa Kama, in realtà profondo cantautore stasera
impegnato in discussioni su molteplici argomenti con il Mauro Ravasio di cui sopra.
Che altro dire? Non ho sentito la pizzica, non ho fumato la buonissima marijuana pugliese,
non sono entrato in un trullo.
(Iniziato il 22/08/04
Terminato il 23/08/04
Ispirato da:
la costellazione di Pegaso
Dedicato a:
tutti i presenti alle varie cene pugliesi)
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| ALBERTO MOTTA |
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