Fuori ci saranno almeno 30 gradi ma la temperatura è glaciale su questo furgone:
- eh non chiamarlo furgone!
- perché, come si chiama?
- è un monovolume della Mercedes, l'avrò pagato almeno 50.000 euro.
Come dargli torto…del resto lui è stato la nostra sveglia verso le 08:30:
–ueé ragazzi scendete che partiamo, siete già svegli? – qui alla casata Bellini Colli Savino.
In effetti non è male farsi trascinare su un furgone che verrà sparato a missile oltre 200 km
orari lungo la Milano-Venezia mentre noi pisoliamo sotto il peso delle glaciazioni (più tardi
avremmo discusso se si trattava di sonno vero e proprio o principio di congelamento);
Stefano Clessi, che già al primo autogrill presenta disturbi intestinali da aria condizionata,
giurerà più tardi di aver quasi sentito volare quel cazzo di furgone Mercedes.
Ma ora siamo ancora tutti svegli, o meglio siamo in piedi e non ci siamo ancora svegliati di
fronte al banco autogrill di Sesto San Giovanni. Stefano Clessi ha ovviamente dimenticato lo
spazzolino da denti e sta cercando di acquistarne uno ora, anche se farà fatica a trovarlo tra
le cassette porno, ma del resto l'importante è la caccia e non vendere la pelle dell'orso etc
etc. L'altra della banda oggi è Rossella Savino, pilastro imprescindibile della Virgin Italia che
lavorerà con noi per assicurarsi che non facciamo cazzate e si occuperà di tempi e modi per
la nostra esistenza dei prossimi 2 giorni. La destinazione questa volta è Lignano Sabbiadoro
e come al solito saremo la fake band di Z Star. Alberto Bassani ci raggiungerà diretto in
albergo a Lignano, dove ci attendono anche Z Star, Tess (sua personal manager e amante)
e Simona Giacomazzo, che ha suonato ieri la batteria per quello sfacelo di Jamelia.
Ma noi siamo ancora a Sesto, e Walter parte subito con i mitici racconti dei driver, gli unici in
grado di dirti se Tiziano Ferro ieri sera ha mangiato bene e se ha litigato con la manager,
altro che Ansa! Insomma lui ci racconta di quella nottata insieme a Justin (Hawkins dei
Darkness - solo giorni più tardi sapremo che Walter non spiccica una parola di Inglese):
- stavo al grand Hotel con Justin, aò troppo simpatico stava quello, erano le 4 di mattina e
stavamo nella hall, lui ogni 5 minuti andava in camera per tirare, era tutto teso.
Però simpaticissimo aò, a un certo punto mi ha fatto vedere il piercing che c'ha sull'uccello
(e Stefano Clessi a dare benzina per far partire i racconti: nooo, ma daaai, non ci credoooo).
Penso che la nostra scoperta riguardo al fatto che i roadies siano inesauribili miniere di
aneddoti rock risalisse alla data di Catania, quando un fusissimo Beppe riuscì a perdersi alle
5 di mattina per le strade della sua Catania mentre cercava di portarci ad una discoteca
dove tra l'altro non ho capito se volevamo andare. Ma tant'è, proseguiamo.
- insomma stava llà e ha tirato fuori un po' il cappuccetto dell'uccello e si è visto ‘sto piercing,
aò che schifo ragà. Uè tu dietro (riferito a me) non mettere i piedi sul sedile!
Invece ‘sto Manu Chao, mi stava troppo sulle palle, vero Rossella? Che poi fa tanto quello di
sinistra, date i soldi ai poveri, fratellanza….intanto comincia tu a non andare in giro con
l'autista e stai tranquillo. Che poi una volta lo dovevo portare da Celentano no, perché
dovevano fare una canzone assieme. Dovevo prenderlo all'albergo alle undici emmezza e
portarlo a casa di Celentano per mezzogiorno. Aò troppo maleducato, a parte che si è fatto
trovare con due ore di ritardo per cui siamo arrivati da Celentano alle tre, e loro che avevano
preparato da mangiare, davvero dei signori sai, non hanno neanche mangiato, l'hanno
aspettato fino a quell'ora. Aò ma sai che villa che tiene Adriano Celentano?
In sala praticamente ha una piscina e uno studio di registrazione, madooooò!
E ‘sto Manu che aò non s'è cambiato la maglia per cinque giorni,
marooooò quanto puzzava! -
Insomma arriviamo finalmente in albergo, il pranzo è molto ok e lo segue un doveroso tuffo
in piscina, prove nella piccola arena dove verranno effettuate le registrazioni del Festivalbar,
di nuovo albergo. Preso da demenza senile penso di aver proposto un giro in bicicletta per
tutti, ovviamente rifiutato per poi essere accettato: in giro devono esserci anche delle foto di
noi un po' Massimo Ciavarro con il foulard e nei capelli il vento di Lignano Sabbiadoro.
Insomma poi doccia, cena veloce e di corsa alla registrazione del festival. Trucco,
registrazione, foto, strucco, birra con i Kings of Convenience. Beh insomma, mica Avril
Lavigne! Soprattutto per il fatto A che poi siamo rimasti assieme fino alle quattro di mattina,
penso. B perché non ho mancato di regalare a Eirik una copia del mio cd che sicuramente
deciderà di portare all'interesse di tutto il mondo discografico mondiale, C perché una
persona della nostra comitiva stava per portarsi a letto Erik ma poi dev'essersi intimidita e
ha optato per un'altra persona della comitiva (chi vuole i nomi mi scriva), D perché a fine
serata siamo riusciti probabilmente ad accaparrarci il premio come Band meno Rock'n'roll di
tutto il Festivalbar, e vi assicuro che vincere contro quello sfigato di Raiz non era facile.
Insomma erano le 4 di mattina, per cui avremmo potuto andare a letto da bravi bambini, e
avremmo fatto miglior figura, invece no! A qualcuno viene in mente di andare nella
discoteca più spazzatura dell'universo con un nome del cazzo tipo Boomerang o Jungle
qualcosa o non lo so, tutti accettano, sorge il dubbio: con cosa potremmo andarci mai?
In taxi? Ma noooo, con il nostro autista? Ma nooooo, in bicicletta?
Ma ovviamente in bicicletta! Quindi prendiamo i nostri bei pass che ci garantiranno ingresso
gratuito senza code e free drink tutta notte e ci dirigiamo tutti figosi al J*****.
Ammetto che sarebbe stato molto carino se Stefano Clessi non avesse distrutto la sua
bicicletta a 20 metri dall'albergo e non l'avesse gettata in mezzo alle ortiche mentre
eseguiva prodezze aeree per l'intrattenimento dei presenti, per poi riprenderla al ritorno,
ma solo perché glielo si è ricordato.
Insomma arriviamo in mezzo a mille persone acconciate in modo figoso, con le loro
Volkswagen Golf nere lucenti e noi che parcheggiamo le biciclette davanti all'ingresso
gremito di zaurri. I selettori all'ingresso ci scrutano malamente, ma resta il fatto che
abbiamo un pass del Festivalbar per cui potremmo essere Qualcuno e la cosa obbliga i
buttafuori a darci precedenza nonostante il nostro aspetto da Le Vibrazioni.
Alberto Bassani fiuta a naso il privé dove andiamo a fornirci un po' a caso di qualsiasi cosa,
tanto è gratis, mentre osserviamo tutti gli impizzati in pista con camicia bianca aperta su
un'abbronzatura sottolineata da una viscida sudorazione pettorale durante lo
strusciamento con ragazze in attesa della prossima botta (o di coca o di cazzo).
In poche parole ci divertiamo di brutto, butto via la coca cola nuova (sono un nerd) per
ordinare una Red Bull (sono un nerd) e cercare di riprendermi dalle fatiche di tre minuti di
Playback molto poco Rock'n'roll; dopo 20 minuti netti ci guadagnamo l'uscita.
A nostra discolpa si prenda atto che al bar dell'albergo ci eravamo riempiti di qualsiasi
alcoolico a disposizione, nonché torte e ringraziamento di Z per l'aiuto fornitole durante la
registrazione. E poi in quel bar si decideva tutto, chi si doveva fare chi, consigli, speranze,
illusioni, amori, premi e ricchi cotillon, e insomma noi (la fake band) ci dovevamo raccontare
un po' di roba nostra da uomini di mondo destinati ad una missione elevata:
IL FESTIVALBAR; tutto ciò mentre quello sfigato di Shifty, che canta le canzoni di Sailor Moon
ma sembra Sid Vicious mostrava tutta la sua rabbia e ribellione tirando salatini al suo dj,
che brividi…
Sempre di quel bar poi non si può tacere l'intervento di *******, discografico dei Kings of
Convenience alla tavolata con noi e Z:
- ieri ero qui a lavorare per Jentina. In pratica è una nuova cantante che ha fatto ‘sta
canzone molto insulsa ma lei è di una troiaggine biblica: a parte che ieri tutti gli uomini
non le si staccavano di dosso, era incredibile, una figa spaventosa. Poi ieri notte alle 4
vedo che va in camera con la sua manager e tornano dicendo – noi andiamo in discoteca -.
Erano ubriache marce e guardando il culo della manager noto che ha i loro due passaporti
praticamente fuori dai jeans e penso: ok, qui abbiamo un problema.
Arriviamo in discoteca, Jentina va al bar, prende 4 birre, punta 4 tipi in sala, gli caccia le birre
in bocca e comincia a ballare strusciandosi contro i loro uccelli e facendo vedere il culo.
Poi caccia ad ognuno la lingua in gola per qualche minuto e torna a prendere le birre per
altri maschi. E io dietro a cercare di spiegarle che qui non è come nei club R'n'B inglesi,
dove puoi strusciarti sui cazzi della gente tanto per ballare, qui si infoiano.
Alla fine sono tornato in albergo alle 7 di mattina e lei non ha dormito in camera sua, e
purtroppo neanche in camera mia, per cui ragazzi no grazie davvero, andate pure voi a
divertirvi, io vado a dormire. -
Della restante notte non rimane molto da dire, senonchè una breve discussione a due è
stato preludio ad una performance di sesso infuocato (vero?) cui non ero invitato e che alle
11.30 della mattina seguente Walter ci avrebbe svegliato per ricondurci a casa.
Perlomeno nei piani, perché poi in realtà alle 8 suona il telefono, è Walter:
- Aò state pronti che partiamo? Io sto qua ad aspettarvi, dai venite!
PS: la discoteca si chiamava Kursaal, ringrazio Rossella Savino per la consulenza.
(Scritto il 23/08/04
Ispirato da
Lo sconosciuto che in discoteca mi ha pettinato
Dedicato a
Il barista da privé più impizzato della costa est)
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| ALBERTO MOTTA |
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