L'INIZIO DI UNA VERITA' (ricordo memoria morte vita Edo)
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(da stampare e leggere su carta, non leggere da monitor)    
     
Voi vi ponete mai la domanda ‘sono ancora vivo?'
A me capita di domandarmelo un paio di volte a settimana, in momenti direi di normalità.
In quei momenti mi domando se io sia ancora vivo. Sì, sono in piedi e se mi guardo il corpo lo
vedo, per cui sono vivo. Ma basta avere percezione del mio corpo per essere sicuro di essere
vivo? E se la morte fosse qualcosa di più sottile, meno evidente della mancanza di un corpo
fisico. Allora decido che sono morto. Però non c'è tutta ‘sta differenza tra essere morto e
essere vivo. Ho capito, uno muore un casino di volte, diciamo che in una vita muore anche 20
volte, però poi non cambia nulla. Solo che è morto un po' di volte. Ne consegue che uno
dovrebbe cercare di restare vivo il più a lungo possibile, non per il morire in sé, che tanto poi
non comporta molta differenza, quanto per il fatto, penso, che può anche succedere che la
prossima volta muori e muori definitivamente.
Pensavo di aver trovato la soluzione del dilemma scrivendo come messaggio di avvio del mio
telefono cellulare una frase illuminante. Il telefono è un Siemens A 50 che mi ha venduto
Paolo Barbagallo a prezzo davvero conveniente. È un ottimo telefono dotato di un T9
particolarmente intuitivo, niente a che vedere con il T9 del Motorola che se componi ‘ciao'
lui ti scrive ‘bico'. Cazzo è bico?
La frase di avvio del mio telefono è insomma ‘sei vivo anche oggi?'.
Nei piani doveva essere un sistema infallibile, accendi il telefono e lui ti intima ‘sei vivo
anche oggi?', tu controlli e se ti accorgi che eri morto torni a vivere da cosciente e in più ci
ripensi durante la giornata. Sei in superstrada e pensi ‘sono vivo adesso' zac! Stavo per
morire però me ne sono accorto e sono rimasto vivo. Bene, se riesco a stare vivo un po' a
lungo sicuramente migliorerò, evolverò come essere umano, con una vita così lunga uno
dovrà pur accrescere la propria essenza.
Il problema è che poi la mattina ho sempre fretta, pertanto mi perdo quei tre secondi di
presenza sul monitor del cellulare della domanda esistenziale, per cui muoio non appena
sveglio, in pratica. Poi però serve, perché entro in ufficio e davanti al computer mi ricordo che
anche oggi mi sono dimenticato di domandarmi se sono vivo, per cui provvedo subito e per
qualche secondo torno a vivere. Poi mi dimentico di domandarmelo e lì non so più dire se
sono ancora vivo o se sono morto.
Tutto questo mi fa tornare in mente che qualche anno fa ero seduto sul 12 che si dirigeva
verso Duomo insieme ad un conoscente musicista che si chiama Edo, ma non ricordo mai il
nome del suo gruppo. Lui mi ricorda un casino Zoolander ed è insieme ad una gran gnocca,
bravo Edo. Ogni tanto lo riincontro, l'ultima volta è stata quest'estate al Palalido in occasione
di un concerto, forse degli ODM. Bel concerto, eravamo appena tornati dalla Puglia o forse
dovevamo partire per la Puglia, no scusa, dovevamo partire per la Puglia e a fine concerto
abbiamo incontrato Edo, eravamo io ed Emanuela Colli, la cantante dei Nuovi Orizzonti
Artificiali e lui era fuori alle bancarelle quelle verso la metropolitana e mangiava le
caramelle ed erano lì perché la sua tipa doveva comprare una cintura, abbiamo riso un
po' di circostanza ma anche di cuore consigliando quella della Jamaica, Edo ha offerto delle
caramelle del sacchetto di carta e ci siamo diretti verso la macchina e loro verso lo scooter,
lì ci siamo salutati. È un ragazzo cui sento di voler bene, veste sempre di nero e in vita mia
morire che l'abbia visto mai ad un concerto, se non a quello dei Sebastian all'Area 51 a
Rozzano.
Insomma eravamo sul 12.
- io non sono molto amico di Xxx, io ero insieme a Yyy e poi Yyy si è messa insieme a Xxx
per cui insomma non è che ci si veda più molto spesso. Poi abitiamo vicini, fai conto che
ormai Xxx e Yyy sono assieme da un paio d'anni e abiteranno a 1 chilometro di distanza
- ah, quindi fanno 730 chilometri, più o meno!
Ecco a quel punto inizia a parlare un barbone sui 40 anni
- Ron Hubbard durante la guerra scriveva romanzi nelle astronavi aliene sopra l'oceano.
Poi scompare. Giuro scompare. Io chiedo a Edo
- ma ccheccazzo era?
Mi giro e me lo trovo dietro
- leggilo!
No, non ho ancora letto nulla di Ron Hubbard, per quanto tutto sia acaduto all'incirca 6 anni
fa. Un po' perché ho paura di diventare un dianetico, un po' perché se cerchi l'illuminazione
con troppa foga e celerità rischi di non capirla.
Edo scusami se ho usato il tuo vero nome, di solito non lo faccio ma in questo caso non
c'era nulla di male. Sono sicuro che anche tu ti ricordi di quel tipo sul 12, tu ti ricordi
esattamente cos'aveva detto? Mi ricordo che era andato avanti un casino, solo che ho
perso lo scritto che ne avevo tratto e non ho più le citazioni esatte. Secondo me te lo sei
segnato anche tu da qualche parte. Se ce l'hai me lo fai leggere? A qualcuno di voi è
capitato di incontrare questo barbone?
Devo ammetterlo, a metà racconto mi sono reso conto che la mia mente stava cercando
tramite la scrittura di riportarmi alla vita e ad uno stato cosciente. Non è servito a molto.
Ma chi può mai dirlo?

(Scritto il 27/12/04
Ispirato da: nessuno
Dedicato a: Paolo Barbagallo, uno come ce n'è in giro davvero pochi)
ALBERTO MOTTA
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