DAVVERO, E' IMPORTANTE!
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(da stampare e leggere su carta)    
     
E' solo per dire che la gente che muore, chi sta male, le malattie come il cancro, chi non
riesce a mettere a clessidra sé con se stesso, chi si è ammazzato e poi tutti a dire "sentivo
che sarebbe successo", chi ha le malattie sfortunate - ovvero quelle non pubblicizzate dalla
televisione e dai medici che allestiscono team di ricerca con finanziamenti statali e hanno lo
yacht al porto di Sanremo - o le malattie vergognose, che mentre ti uccidono ti rendono
ridicolo agli sguardi distratti di uno che passa per strada pensando se la collega è fattibile
o no e ti guarda un po’ sorpreso, un po’ offensivo, un po’ ironico, e se avesse vent’anni
meno e fosse in giro con il suo migliore amico ci scapperebbe pure la battuta, o invece quei
vent’anni passati gli hanno fatto vedere che cose del genere nella vita possono succedere
anche a chi ti sta vicino, e allora sei a rischio che possono succedere pure a te, e allora
abbassi un po’ lo sguardo e vorresti fare qualcosa che non puoi allora aspetti 2 passi e
mandi un sms a un’amica cara per tastare se sei ancora sanamente vivo e se qualcuno ti ha
riservato un bit di cuore, e anche i cataclismi, quelli proprio zero, e nemmeno i figli di puttana,
quelli ricchi che i soldi se li meriterebbe invece la tua vicina di casa più santa di san francesco
ma mica ricca come quello, che quindi lei mica può andare in cima alla sua torre più alta e
urlare “sposo la povertà” perché lei con la poverta ci deve combattere, mica se la può
scopare, perché far finta di fare il povero con la casa sul tuo conto comprata dal papi a 18
anni anche se non ci entrerai fino ai 75 anni l’importante è che ce l’hai lì pronta che ti
aspetta comunque pulita dalla colf e con il riscaldamento a pavimento acceso e siccome è
lì è come se ci vivessi dentro, e la crisi del mercato discografico, anzi, datemi due lire che quella ci penso io come nella canzone che ho scritto, quella con il ritornello che non ha
ancora scelto in che tonalità stare ma sicuramente dal do minore ce lo tolgo sicuro come
l’oro e che dice “lui alla fine ha vinto, però - si è scoperto - lo sapeva prima, chi non si
farebbe crocifiggere a queste condizioni” tanto per tornare a bomba sul discorso di san francesco, e poi c’è la storia del voto, del voto inteso come mio dovere e potere di fare la
mia parte oppure i litigi; chi legge una cosa e ci crede e poi basa la sua vita su quello ma
lo vediamo tutti tranne lui che quella non è la strada giusta per lui e infine il Don Orione di
Cesano Maderno, una chiesa in vetro brutta brutta costruita da Don Orione che tiene nei
sotterranei i mostri umani più disperati e deformi così deformi che mia zia che una volta c’è
entrata ha detto che ci sono persone che sembrano dei leoni e oltre certe porte non può
entrare nessuno perché dietro quelle porte ci sono esseri umani come te che sono le
membra della morte dell’inferno nell’immagine dell’olocausto e io li sogno di notte e lo so
che il loro cuore è piccolo e compatto come il mio e che nella loro testa e nella loro anima
loro sono figli di cristo belli come me e dolci come solo noi umani possiamo essere e se
hanno membra per potersi sedere ogni tanto si siedono e guardano per terra E SI CHIEDONO PERCHE’ e io almeno 3 volte al mese me lo chiedo anch’io perché e mi si
spacca ancora di più la vita.
Ecco.
Per tutto questo io ve lo devo proprio dire che io non c’entro niente. Che non è colpa mia.
No davvero, non sono stato io. Io non lo volevo. Dal primo secondo di mia presenza su
questo pianeta io voglio davvero dire adesso che non ho mai forzato un evento, convinto
una persona, agito di proposito, agito con conseguenze impreviste, desiderato mai,
instillato l’acredine in qualcuno, avuto in programma di, tentato in qualche maniera di far sì
che qualcosa di brutto succedesse, o che la quantità di dolore potesse aumentare in
qualcuno o in più persone.
Io mi guardo dentro e mi vedo pulito. Io sono pulito e sono pulito e mi sono lavato le mie
quattr’ossa davvero fino al bianco più lucente e non ho lasciato mai un residuo di nero o
sudiciume o polvere da usura.
Io non sono felice ma so che sono buono, anche se non faccio del bene e so che la miaintegrità arriva persino dall’onestà di non commettere atti potenzialmente in buona fede
destinati a causare il male per loro naturale natura.
Volevo dirvi che sono stato a mia volta bene e a mia volta male e ho sopportato come uno
scoiattolo ferito il male cercando di non guardare troppo il mio arto ferito ma cercando di
rimetterlo in moto il più presto possibile per capire se ero pronto a tener testa alla guerra
di sopravvivenza della mia specie.
È vero, ho spezzato una gamba ad un mio amico e ho tirato un mattone in testa ad una
persona cara, però l’uno è guarito senza strascichi e anzi l’ho dovuto picchiare un’altra
volta per mettere le cose in chiaro una decina di anni dopo. L’altro ha avuto un’altra vita
tutta sua e brutta e bella e non è questo il luogo ma forse mi perdonerà.
E poi volevo dire che ho a cuore le persone cui voglio bene e che mi mancano sempre
un po’ tutti.
Ma soprattutto se succede qualcosa ricordatevi di non chiamare me, di non fare il mio nome,
perché io non c’entro, perchè non è colpa mia, per tutte le brutture del mondo io mi chiamo
fuori.
QUALSIASI COSA SUCCEDA: DAVVERO, NON STO SCHERZANDO, NON E’ COLPA MIA.
DAVVERO. NON E’ COLPA MIA.


(Ispirato da: nessuno
Dedicato a: nessuno
Iniziato e finito il: 04/01/06 tra le ore 01.00 am e le 02.15 am)
ALBERTO MOTTA
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